Tre anni, nove numeri e finalmente la prima critica: “Smettetela di fare politica!” Fare politica? Una parola che sembra racchiudere in sé l’arma per la distruzione di tutte le iniziative. Ma torniamo un po’ indietro con la memoria: prima riunione della redazione, quando decidevamo la linea da seguire.Risultato? Massima libertà e … niente politica!In questi anni di avvenimenti ne sono davvero successi tanti. Sia “montanini” che non. Abbiamo sempre cercato di valutare con la massima serietà e sensibilità ognuno di essi. Speriamo di esserci riusciti. Non abbiamo mai parlato delle lettere anonime per non turbare l’animo delle persone colpite. Abbiamo intervistato il sindaco sui temi riguardanti Montefollonico, non gli abbiamo nemmeno risparmiato critiche. Quando fa bene siamo i primi ad essere contenti di scriverlo.E poi, ahimè, i montanini non vivono solo dentro le “mura”. Ci sono compaesani che hanno partecipato alle manifestazioni e agli avvenimenti più disparati. Non crediamo ci sia niente di male far conoscere anche agli altri cosa sono state. In questo numero troverete, per esempio, l’articolo di Barbara sul suo viaggio in Polonia ai campi di concentramento. E’ anche politica? Certamente sì, ma non solo. Crediamo che le esperienze importanti sia bello sentirle raccontate da persone vicine, invece che viste in televisione. Forse ci sembra di sentirle più vere. E poi se a volte c’è un po’ di …polemica crediamo che alla fine arricchisca lo spirito critico di ognuno di noi.Noi siamo aperti ad ogni idea, cerchiamo sempre nuovi collaboratori pronti a colorare di parole il nostro giornalino per far sì che diventi ancora più bello e vivo.Però, almeno alla fine, consentiteci una piccola malignità. Quelli che si lamentano perché qualcuno parla o scrive di politica mentre non dovrebbe, di solito si lamentano quando il “reo” esprime opinioni politiche diverse dalle loro. Se la pensasse allo stesso modo e lo scrivesse, non ci troverebbero niente da dire.La redazione Cari lettori, crediamo che nessuno di noi (di voi) passi un giorno senza pensare con angoscia o almeno con profonda tristezza alla tragedia della guerra in Iraq. Vorremmo raccogliere queste riflessioni e sensazioni pubblicandole in un suplemento al giornalino, affinché rimangano fissate sulla carta prima che il cuore si abitui e la memoria svanisca. Chi pensa che la nostra si una buona idea scriva sul foglio allegato (o un altro qualsiasi) quello che più lo colpisce a propositodi questa tragedia, come la giudica, come si sente quando ci pensa. Non ci aspettiamo lunghi discorsi, ma se uno spazio non è sufficiente potete proseguire nei successivi. Fate leggere il nostro invito anche a chi non legge abitualmente “Aria del Monte 2000”.>Quando avrete detto ciò che vi sentite di dire, piegate il foglio e lasciatelo nelle cassette vicino a quelle delle offerte del giornalino. Potete anche inviare anche una e-mail ad ariadelmonte2000@libero.it. Grazie.
LA REDAZIONE
DICEMBRE
Venerdì 20 si è concluso il Torneo di Boccette all’Italiana organizzato presso il Bar “Lo Sport” di Montefollonico da Ivano Talli. Anche quest’anno è stato un successone e gli iscritti, 40 in tutto, si sono scontrati per 3 settimane alla regola “di chi di tre ne vince due”. Dai 5 gironi sono usciti i due finalisti: Macherozzi di Torrita ed il nostro Bruno Volpi. Ha avuto la meglio Bruno che ha stracciato “il Chianino” per 2 a 0!!!! Complimenti.
Domenica 29 era il giorno in cui si doveva svolgere la gita ad Assisi con la visita al presepe vivente di Petrignano. Purtroppo solo 15 persone erano interessate all’iniziativa, troppo poche per realizzarla: ciò ci ha deluso molto…Soprattutto Don Giovanni, che aveva “tribolato” non poco per essere sostituito la domenica. Certo che dopo il “flop” della gita a Napoli non ce lo aspettavamo. Forse abbiamo pagato l’errore di esserci rivolti ad un’agenzia che ha gonfiato troppo il prezzo, ma di sicuro la voglia di stare insieme, quel campanilismo per il quale se viene fatto qualcosa al Monte si dovrebbe partecipare….non c’è! Si fa tutto e solo per interesse personale…meditate!
Durante le vacanze la Polisportiva ha distribuito dei biglietti di auguri fatti dai bambini della Scuola dell’Infanzia di Montefollonico. Un’idea originale per coinvolgere la Scuola nella vita paesana e sensibilizzare un po’ i cittadini. Assieme, è stato distribuito un questionario per conoscere il giudizio dei Montanini sulla Polisportiva. Dei risultati ne parliamo a parte.
Avvicendamento dello spazzino Comunale: Paolo Morelli ha lasciato il posto a Giulio Guerri. Il nuovo “operatore ecologico”, nato a Sinalunga trentaquattro anni fa, è sposato, è padre di un bimbo di 4 anni ed è residente a Montepulciano Stazione…In bocca al lupo e buon lavoro!
I festeggiamenti per il nuovo anno sono stati, come sempre, i più vari: dalle feste nei ristoranti come i 13 Gobbi, la Costa e le Macine, si passa a quella al podere Campoccolino, preso d’assalto dagli under 18, alle feste fuori provincia, come a Firenze e a Roma. La più movimentata è stata sicuramente quella a Roma dove la cena presso un ristorante cinese della capitale è costata una lieve intossicazione alimentare a Flavio Burroni che se l’è cavata con un giorno di degenza all’ospedale di Orvieto. Auguri! Non potevano mancare l’ormai tradizionale festa di Silvia e Sandra Elmi e del Circolo parrocchiale di Don Giovanni.
GENNAIO
Con l’anno nuovo avvicendamento del “postino”: il torritese Daniele Seri ha lasciato il posto al poliziano Paolo Pellegrini.
Domenica 5 gennaio inaugurazione del Circolo parrocchiale, con l’apertura al pubblico dei suoi locali. Si tratta di locali adiacenti alla chiesa di San Leonardo, a suo tempo utilizzati per il culto (chiesa di S. Caterina) o come Circolo ACLI. Fatti restaurare da Don Giovann sono stati trasformati in una sala biblioteca – utilizzabile anche per conferenze e dibattiti - e una sala giochi. Lo scopo del Circolo parrocchiale è di favorire l’incontro dei fedeli più desiderosi di stare insieme, anche per lavorare a fini utili e di arricchimento reciproco. Un paio di settimane prima, proprio in questa filosofia, i ragazzi che frequentano il catechismo e le loro famiglie avevano già realizzato iniziative strettamente connesse al Natale. Tra queste un albero di Natale decorato con cartoncini disegnati dai ragazzi e definito “abete della solidarietà” perché è stato l’occasione per una raccolta di denaro (105 euro) destinato alle famiglie terremotate del Molise.
Lunedì 6 gennaio c’è stata l’inaugurazione del ristorante “Le Macine”: nato nelle stalle del Podere le Palazzeta, il locale è gestito dallo Chef Mauro Monaci. La nevicata che ha colpito tutta la zona, non ha fermato le decine di persone che hanno affollato il locale nella sua prima sortita. Sfido io: era tutto gratis!!! In bocca al lupo!
Venerdì 24 si è tenuto un’incontro, organizzato dai D.S., tra gli amministratori comunali e la cittadinanza: presenti il sindaco Paolo Pieranni, gli assessori Sirio Franchetti, Moreno Meucci, Angelo Cherubini e il consigliere Fiorenza Belli. Vi hanno partecipato una trentina di montanini…Tutto sommato non tanti! Sono stati molti gli argomenti trattati, soprattutto quello della viabilità della strada dei Colli, un problema ricorrente da anni e mai risolto, almeno per il tratto più disastrato che compete all’amministrazione di Montepuciano.
Il 29 gennaio è scaduto il termine per l’iscrizione dei bambini dell’asilo per l’anno scolastico 2003/2004….il Monte ce l’ha fatta!!!! Grazie all’aiuto dell’amministrazione comunale ma soprattutto alle maestre Sabrina e Gabriella che, con la loro passione e l,attaccamento al paese, hanno convinto molte famiglie torritesi ad iscrivere i figli alla scuola dell’Infanzia “Mago Burletto” di Montefollonico…Brave!
FEBBRAIO
II’6 febbraio, muore all’età di 92 anni Emilia Senesi vedova Piccardi. Mercoledì 12 ci lascia Primo Ceccuzzi. Aveva 79 anni. Sabato 15 molti montanini si sono recati a Roma per la marcia della pace. Il contagio tra la popolazione è stato immediato, e da moltissime finestre di Montefollonico hanno iniziato a sventolare le bandiere multicolori della pace!
Venerdì 28 sfilata in maschera, per le vie del paese, dei bambini della Scuola dell’infanzia “Mago Burletto”. I festeggiamenti del carnevale per la scuola si sono conclusi mercoledì 4 marzo con la recita dei bambini e quest’anno anche dei loro genitori, che si esibiranno con la favola di Cappuccetto Rosso.
Il 22 nasce Francesco Cresti. Auguri ai genitori Gianni e Roberta.
MARZO
l primo di marzo è arrivata al Monte la tela della “Maria SS.ma del Rifugio”,patrona della Diocesi di Montepulciano, Chiusi e Pienza. Questa “visita” fa parte di un pellegrinaggio tra le chiese della Diocesi iniziato il 14 di settembre 2002 e che si concluderà il 7 settembre 2003, quando l’effige tornerà nella Chiesa del Convento di S. Bernardino di Sinalunga. Questo momento di preghiera indetto dal Vescovo, Monsignor Ceppalloni, ha coinvolto i fedeli Montanini per tre giorni. La partenza dal Monte della “Madonna” è avvenuta mercoledì 5 alle 15.
Il 5 ci ha lasciati, a 75 anni, Iolanda Cinali vedova Fantacci.
Il 7 marzo è nata Sofia Sodi: auguri a papà Stefano e mamma Lorenza Barbetti.
Atti di vandalismo nella notte tra venerdì e sabato 8 marzo: alcuni “ignoranti” hanno gettato un sasso contro la bacheca del Tondo sita all’incrocio tra la via dei Frati e la strada del parco… Ovviamente è stata rotta; complimenti!
Il 13 sarà un giorno che Don Giovanni ricorderà bene…Ahimè in tre se ne sono andati: Amerigo Pinzuti di 91 anni, Palmiero Facchielli di 80 anni e Ferruccio Butteri di 88 anni. Nei primi tre mesi dell’anno sono decedute 6 persone e sono nati solo due bambini. Con un ritmo del genere nel 2023 a Montefollonico ci saranno circa 200 persone!
E purtroppo il 18 marzo, a soli 60 anni, ci ha lasciato anche Mario Innocenti Gonzi, dopo una lunga malattia sopportata con ammirevole serenità, quella stessa che aveva sempre mostrato nella vita. Conosciuto da tutti, oltre ad essere un amico, “Reste”, era un socio della Polisportiva. Era stato anche collaboratore e animatore della serie precedente di questo giornalino. Ai familiari vanno le nostre condoglianze, in particolare al fratello Vittorio che gli era molto legato e che, a sua volta, sia pure parecchi anni fa, è stato parte attiva di “Aria del Monte”.
Il 29 alle 16 si è tenuta al Palazzo Pretorio l’assemblea, aperta a tutti i montanini, del Centro Culturale, volta a rilanciare l’attività dell’Associazione e raccogliere nuove idee e forze: purtroppo il pubblico presente - soci e non soci - era costituito da una sola persona. Anche il Consiglio Direttivo mostrava qualche…lacuna. Il Presidente Andrea Cannas ha dichiarato <Almeno chi l’ha voluta stà riunione si poteva presentà!>
Leonardo Trombetti
Oggi quisquilie, domani scintille.
Liberté, Egalité, Fraternité. Tre parole, un unico desiderio:
possibilità di essere. Cosa? Un uno di noi ed un tutto con noi. Illuminati i
francesi vollero rivoluzionare il loro mondo, e lo fecero. Ne bruciarono le
tappe e caddero nel dispotismo napoleonico. Oggi dopo più di 200 anni cerchiamo
ancora le stesse cose. Vogliamo libertà, uguaglianza, fratellanza?!?. Mi domando,
cosa è che ci impedisce di metter alla luce questi tre illegittimi figli? Mi
rispondo, un parto ha bisogno solo di nove mesi! Li vogliamo davvero mettere
al mondo?. Parliamo di libertà di popoli 'oppressi', di emancipazione femminile,
eppure non afferriamo neppur lontanamente il concetto di libertà. La libertà
non è quella che permette di esprimersi liberamente e liberamente accettare
il pensiero altrui? Ottusi nel nostro egoismo, ricerchiamo solamente il nostro
proprio tornaconto.
ANCHE LA PACE HA TROVATO I SUOI COLORI!
Sfogliando il vocabolario si scopre
che è un “elemento materiale, oggetto, figura animale o persona, considerato
rappresentativo di un’entità astratta”.
Alessio Capitoni
Le notizie sulla bandiera non sono mie ma sono state trovate nel sito: www.bandieredipace.org dei promotori
della campagna “Pace da tutti i balconi”
Il GIORNO DELLA MEMORIA per l’Olocausto cade ogni 27 gennaio e celebra la liberazione, da parte delle truppe sovietiche e americane, dei prigionieri nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. In tale occasione anche quest’anno, e per il terzo anno consecutivo, la Regione Toscana ha promosso un’iniziativa culturale: un treno speciale, partito dalla stazione di Firenze, ha raggiunto Cracovia, città polacca a 60 km di distanza dai Campi.L’iniziativa, fino ad un anno fa, era riservata agli studenti delle scuole medie-superiori dei comuni toscani; quest’anno, per la prima volta, è stata estesa anche alle A.R.D.S.U (Azienda regionale per il diritto allo studio universitario) di Siena, Firenze e Pisa, che hanno avuto a disposizione fino a un massimo di 30 posti ciascuna. Il programma prevedeva la visita guidata ai Campi di Auschwitz-Birkenau e alla città di Cracovia; consapevole di possedere almeno alcuni dei requisiti richiesti dal bando, ho presentato domanda all’ A.r.d.s.u di Siena e sono stata tra i 30 fortunati ammessi alla partecipazione al viaggio.La partenza era prevista il giorno 25 gennaio alle ore 18,45; con l’eccitazione e la curiosità tipiche di chi sta partendo in avanscoperta, accompagnata dai miei, sono arrivata in discreto anticipo alla stazione di S.M.Novella, dove era previsto il ritrovo dei 600 partecipanti. Fra i tanti conoscevo soltanto una ragazza, una mia compagna di Università che, oltretutto, era stata chiamata per una disdetta all’ultimo momento; l’eventualità di essere sola però non mi spaventava, sentendomi una persona socievole ed aperta. Fortunatamente le mie compagne di cuccetta erano altrettanto socievoli emolto simpatiche, tanto che abbiamo trascorso insieme anche la restante parte del viaggio. Il tragitto in treno non è stato particolarmente sgradevole, a parte il fatto che ho dovuto dormire nel posto letto più in basso (i posti li abbiamo decisi con un’estrazione, quindine ha avuto colpa la malasorte!) e la sveglia per la colazione è stata alle 6,30 del mattino (dopo una notte quasi insonne!).Il treno ha attraversato l’Austria e la Repubblica Ceca. Durante il viaggio ci sono stati consegnati dei documenti sull’Olocausto, con dati sulla deportazione riferiti alla Toscana; dei saggi scritti da docenti e insegnanti, nonché la lettera di un ex deportato fiorentino rivolta a noi partecipanti. Dopo circa 18 ore siamo arrivati alla stazione di Cracovia che, nonostante appartenga ad una delle città più grandi della Polonia, è tranquilla, anzi, oserei dire, desolata. A questo punto il programma prevedeva la sistemazione in albergo, ma la nostra guida, visto che il treno aveva avuto un discreto ritardo, ci ha proposto di anticipare la visita al quartiere ebraico; ovviamente la proposta è stata ampiamente accettata!Il vecchio ghetto di Cracovia subisce ancora oggi le conseguenze di quanto è accaduto: già alle 7 di sera per strada non c’è quasi nessuno e il quartiere è avvolto da un triste silenzio… Non ci sono locali pubblici e il primo pub è stato aperto solo da pochi giorni!Abbiamo visitato anche una delle tre sinagoghe, che oggi è stata trasformata in un museo. Dopodiché, stanchi e con l’immenso bisogno di una doccia, ci siamo sistemati in albergo e preparati per la cena. Il menù prevedeva riso con brodo di verdure, carne di pollo o maiale e insalata di cipolle e peperoni; devo dire però che, dopo aver visitato alcuni Paesi europei, la cucina italiana non ha paragoni (sono molto campanilista in questo senso!). Per prepararci al programma del giorno successivo, dopocena era stata organizzata una conferenza a cui, tra l’altro, ha partecipato un ex deportato polacco, uno dei pochi ancora rimasti in vita, che ci ha raccontato quelle mostruose vicende vissute di persona. La mattina successiva di buon ora, dopo un’abbondante colazione, siamo partiti alla volta di Oswiecim, la cittadina polacca in cui è situato l’ex campo di concentramento di Auschwitz (nome tedesco dato alla località durante l’occupazione nazista). Il campo è inaspettatamente vicino al centro abitato perché era una vecchia caserma polacca, fatta evacuare dai nazisti durante la guerra e adibita a luogo di prigionia, all’inizio per i soli esponenti del movimento di resistenza polacco al regime nazista. Oggi è stato trasformato in un museo, alla cui entrata possiamo però ancora leggere una delle frasi più nobili dell’uomo: “ IL LAVORO RENDE LIBERI ”, che con sarcasmo i nazisti utilizzarono come loro “benvenuto” a tutti coloro che ebbero la sfortuna di entrare in quell’inumano luogo. La cosa che più mi ha colpito è stata il blocco (il campo era diviso in blocchi) in cui erano esposti tutti gli oggetti che gli ebrei, in particolare, portavano con sé, credendo ingenuamente che quel viaggio li avrebbe semplicemente portati in un'altra città, in un’altra casa, ad un’altra vita; questo veniva loro fatto credere ma purtroppo non era un’altra vita……..Dopo la visita, sempre all’interno del campo, è stata effettuata una commemorazione, a cui sono intervenuti alcuni esponenti dell’amministrazione della Regione Toscana. E’ stato davvero commovente, ho visto qua e là anche qualche lacrima scendere dagli occhi di alcuni ragazzi e anch’io ho sentito uno strano sgomento. La cerimonia si è conclusa con la lettura di una preghiera cattolica, scritta appositamente da un sacerdote italiano che ha fatto visita ai pochi sopravvissuti in campo, subito dopo la liberazione, nonché un canto ebraico per commemorare la “shoà”. Nel pomeriggio abbiamo visitato anche il campo di Birkenau, un complesso a 3 km da Aushwitz che i nazisti hanno costruito con il lavoro dei prigionieri del campo madre. Qui non è stato costituito alcun museo, tutto è rimasto intatto e sembra quasi che il tempo si sia fermato…..la temperatura era improvvisamente scesa e ha cominciato anche a nevicare……la desolazione era ancora maggiore, se è possibile!Abbiamo acquistato molti ceri e li abbiamo accesi sulle rovine di quella che un tempo era la camera a gas e che i nazisti hanno fatto saltare in aria nel momento in cui si sono resi conto che stavano perdendo la guerra.Dopodiché siamo saliti nell’autobus e siamo tornati in albergo; durante il tragitto non ho fatto altro che pensare che ero infreddolita e bagnata, nonostante avessi addosso un cappotto, un maglione e gli scarponi; immaginatevi quei poveretti a –35° (questa era la temperatura in quel luogo e in questo periodo 60 anni fa!), con addosso solo una casacca, un paio di zoccolie con lo stomaco quasi vuoto……La mattina successiva, per allietare il nostro ultimo giorno di permanenza, abbiamo visitato la città di Cracovia, dove la maggior parte dei monumenti sono stati realizzati da artisti italiani! Una città che merita di essere visitata ma che, purtroppo è poco valorizzata. Ho visto pochissimi turisti e la nostra guida ci ha rivelato le sue speranze su un aumento del turismo con l’entrata prossima della Polonia nell’UE.L’ ultima tappa è stata la miniera di sale a 20 km dalla città: siamo scesi a 335 m sottoterra, dove abbiamo scoperto un altro mondo, tutto di sale! C’era anche la statua di Papa Woytila, cittadino cracoviano.Alle 19,20 ci attendeva il treno alla stazione di Cracovia per riportarci di nuovo a casa. E’ difficile tradurre in parole quello che questo viaggio mi ha dato: posso dire che è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere dal punto di vista culturale ma soprattutto morale. Quello che ho imparato non si trova sui libri di storia, perché a scuola non c’è né il tempo né la possibilità di affrontare fino in fondo certi argomenti. Inoltre, conoscere quei luoghi con una visita completa e così ben organizzata come è stata la nostra, porta a toccare con mano questi avvenimenti, anche se nessuno sa niente rispetto a quello che è accaduto e nessuno può capirlo fino in fondo come quelli che l’hanno vissuto! Quello che mi fa più paura è che coloro che hanno realizzato e subito questi crimini erano uomini; quindi potenzialmente ognuno di noi potrebbe trovarsi nella situazione di commetterli o subirli ancora, anche perché ogni caratteristica umana può essere potenzialmente motivo di discriminazione e, attraverso la demagogia di chi è al potere, può diventarlo davvero!L’unica regione che fino a oggi ha organizzato un’iniziativa di tale entità è la Toscana. Per noi questo può essere motivo di vanto, ma riflettendoci è insufficiente; molte più persone dovrebbero avere la medesima possibilità perché è nostro diritto-dovere conoscere e non dimenticare.
Barbara Riccarelli
"CHI NON RICORDA LA STORIA E’ DESTINATO A VIVERLA DI NUOVO”G. Santyan
Per le sostenitrici dell’uguaglianza fra uomo e donna annuncio che è finalmente arrivato il SERVIZIO CIVILE anche per il così detto “ sesso debole “……debole “ un cavolo “ visto che gli obiettori di coscienza a confronto sembrano delle “ nonnine “!!!PUBBLICA ASSISTENZA di TORRITA DI SIENA è stata la prima associazione ad organizzare questa attività ed io e altre due ragazze, GIOIA e FEDERICA, le prime a partecipare.Il SERVIZIO CIVILE dura dodici mesi, per venticinque ore settimanali, facilmente gestibili in base agli impegni che si hanno; è retribuito e può essere fatto da ragazze in età compresa fra i diciotto e i ventisei anni e da ragazzi inabili alla leva o abili ma obiettori.Altre caratteristiche richieste sono la patente di categoria B e il diploma di scuola media superiore. Chi partecipa entra a far parte di una “ squadra “ e viene occupato in servizi di trasporto ordinario, di soccorso sanitario in ambulanza (ma solo dopo aver fatto il CORSO DI LIVELLO AVANZATO PER SOCCORRITORI) e, se non ritorna stravolto, anche in attività di sostegno amministrativo ed organizzativo al personale dipendente dell’associazione.Inoltre sono previsti servizi di accompagnamento dei disabili dalle abitazioni ai centri sociali, sono quindi tutte occasioni per essere utili verso chi ha bisogno e verso la società in generale. Con il servizio civile si ha la possibilità di conoscere situazioni nuove, diverse , in alcuni casi molto difficoltose che permettono di sensibilizzarsi verso i problemi e le sofferenze altrui.Con questa esperienza si può crescere non solo sul piano delle competenze, ma anche e soprattutto sul piano della solidarietà sociale, dell’umanità; ci si rende anche conto di quanto la nostra attività possa essere importante, di quante purtroppo sono le persone che necessitano di aiuto ed è proprio per queste che bisogna agire. Entrando a far parte della PUBBLICA ASSISTENZA mi sono trovata di fronte ad un mondo completamente nuovo per me, fatto non solo di dipendenti, ma anche e soprattutto di volontari pronti a dedicare un po’ del loro tempo alle attività dell’associazione; forse sono proprio loro a mandare avanti questa realtà. In un mondo come quello di oggi, in cui siamo tutti dediti a noi stessi, in cui pensiamo troppo spesso solo alle nostre esigenze, è importante ritagliare un momento da dedicare agli altri, senza aspettarsi nulla in cambio; in questo caso “ dando “ non si riceve niente che abbia valore materiale, ma qualcosa di molto più significante: la gratitudine, la riconoscenza, un sorriso sincero.Sono molto contenta di poter fare questa esperienza e consiglio a chi può di “ prendere la palla al balzo “. Per informazioni telefonare direttamente alla PUBBLICA ASSISTENZA 0577/687111 o collegarsi al sito www.serviziocivile.it
Sara Natalini
Se sei al cinema con Tommaso e lui sta sempre zitto, è il “Silenzio dell’Innocenti”.Se
sei al cinema insieme a me, c’è il “Signore degli Agnelli"
Se in paese arrivano Costantino e i due Giuseppe Zidda, sono arrivati i “Cugini
di Campagna”.
Se sotto la porta del Pianello trovi Angelo, Antonietta e Bruno, incontri i
“Neri per Caso”.
Se ad un bambino quando cresce dovrai dirgli che Babbo Natale non esiste, come
glielo dici a Mattia?
Se molte case del Monte appartengono a fiorentini, milanesi e torinesi, l’alimentari
appartiene ai Romani.
Se la casa di Renzo fosse fatta a pannelli, sarebbe stata un Pre-Fabricotti.
Se Alessio, Silvia e Leo, insieme con altri dieci Juventini vanno a cena da
Patrizia, sono i 13 Gobbi.
Se prima di entrare in una casa si bussa, se siamo in tre si triscia? E se si
entra per l’ultima volta si vola?
Se Renzo Natalini vagando per strada canticchiasse, intonerebbe “Io Vagabiondo”.
Se hai visto tutto questo puoi ritenerti fortunato, perché sei stato a Montefollonico.
Raffaele Falconi
Mastodonti Pliocenici: c’erano anche a Montefollonico
Durante il periodo Pliocenico Inferiore(fig.), 10 milioni di anni fa, la Toscana era in gran parte coperta da un mare poco profondo (dai 50 ai 200 metri ), dove le grandi correnti andavano da Nord verso Sud, cioè in senso contrario a quello dell'attuale corso dell'Arno; solo il sistema appenninico e alcuni rilievi come la Montagnola Senese, l’Amiata con le sue colline metallifere e il Cetona erano scoperte.Con l’inizio del Pliocene Superiore, circa 3,5 milioni di anni fa, i fondali marini iniziarono a sollevarsi, permettendo così ad altre zone della Toscana di emergere. Ostacolando il deflusso dei vecchi corsi d’acqua che scendevano al mare, dettero anche vita a vasti laghi palustri che costeggiavano l’Appennino.Intorno a queste aree iniziarono a crescere vaste pianure disseminate da varie specie di viti e olivi, (a quell’epoca già esistenti), insieme a piccole foreste sparse che, riscaldate dal sole, creavano un ambiente ideale per la vitadi animali mastodontici, ippopotami e molti altri erbivori, che costituivano le prede delle famose tigri dai denti a sciabola, presenti allora in gran numero. Alla fine del Pliocene superiore, a causa di una diminuzione della temperatura, queste specie emigrarono verso territori più adatti alla loro sopravvivenza. Tra le testimonianze delle loro esistenza nella nostra zona rimangono anche alcuni frammenti dello scheletro di un Anancus arvernensis ritrovati negli immediati dintorni di Montefollonico ed esposti al museo dell’Accademia dei Fisiocratici di Siena, notevole specialmente per la raccolta di fossili del pliocene senese. I proboscidati dei quali fa parte quello citato, erano simili agli attuali elefanti indiani, con dimensioni che raggiungevano i cinque metri di altezza e superavano i tre metri di lunghezza se ne consideriamo anche le lunghe zanne di avorio; essi erano dotati di grandi denti molari, costituiti da lamelle di avorio strettamente unite, che permettevano la triturazione di grandi quantità di erbe e foglie.
Daniele Giomarelli
Come avevo scritto nel precedente articolo sui materiali, in questo parlerò della lignite, cercando di dare delle spiegazioni su cosa è e sulla sua origine.Innanzitutto bisogna sapere che con questo nome si indicano vari tipi di carbone fossile che variano, come composizione chimica, tra la torba (carbone fossile più recente) e il litantrace, più antico.I tipi principali di lignite sono due:* la lignite xiloide o piligno, carbone fossile a tessitura prevalentemente legnosa, adatta come combustibile (quella di Montefollonico).* la lignite picea, che si presenta come una massa nera amorfa, compatta, con lucentezza resinosa.Gli elementi chimici che la compongono hanno dei valori compresi nei seguenti intervalli: carbonio = 55-57 %, idrogeno = 3-6 %, issigeno = 19-25 %. E' presente in alcuni casi anche zolfo.Per comprendere la situazione ambientale in cui la lignite di Montefollonico si è formata, bisogna immaginare un paesaggio totalmente diverso da quello attuale: in seguito a fenomeni tettonici di ampia estensione verificatisi circa 10 milioni di anni fa, il mare era entrato lungo delle fosse tettoniche che si erano venute a creare. Una di queste fosse è il cosiddetto Bacino di Siena-Radicofani, ai bordi occidentali del quale si potevano notare alcune isolette rappresentate dai rilievi in calcare tuttora presenti a Montefollonico e dintorni. Siamo nel periodo geologico noto come Pliocene dell'era Terziaria o Cenozoico.Il lento ritiro del mare favorì lo sviluppo di vegetazione sulle terre emerse e i fondali marini prossimi alla linea di costa cominciarono ad assumere un aspetto di laguna. In queste acque salmastre iniziarono a depositarsi resti sia di vegetazione lagunare che provenienti dalla terra ferma portati da corsi d'acqua. Tali depositi, per il variare continuo delle condizioni ambientali dell'area, si alternavano a depositi sabbiosi e argillosi in certi casi contenenti fossili sia marini che di laguna. Questa è la situazione dedotta in seguito a saggi di perforazione eseguiti per indagare il banco lignitifero di Montefollonico, i cui risultati sono presenti nella rivista mensile del 1928 "La miniera italiana" al capitolo "Le miniere di lignite di Montefollonico".Con il trascorrere del tempo (si parla di milioni di anni), i resti vegetali attraverso vari processi, si trasformarono nel carbone che noi ora vediamo.La lignite di Montefollonico è stata sfruttata a partire dal 1887 da una ditta privata a mezzo di piccoli cantieri; la Società Anonima Ligniti di Montefollonico invece, costituitasi nel 1907, iniziò con veri criteri industriali il suo esercizio nel 1908.Ma tale lignite era già conosciuta nel 1700 e forse ancora prima. Infatti nel libro Viaggio secondo, per le due provincie senesi che forma il seguito del viaggio al Montamiata conservato all'Archivio di Stato di Siena, un certo Giorgio Santi, professore d'istoria naturale nell'Università di Pisa, ha descritto ciò che osservò nei dintorni di Montefollonico nel 1798:Girando al ponente di M.Follonico per i fossi, e torrenti, che prendono origine da quei poggi, videmmo nelle ripe del fosso del Cerretello filoni di Piligno alti più di cinque piedi. Si presentano essi or da una sola sponda, or da ambedue, e talvolta occupano pure il fondo del torrente.Questo Piligno è nerastro, lamelloso, facilmente fissile, fragile, leggiero, fibroso, e mostra senza equivoco la sua natura legnosa. (omiss). Ci fu mostrato verso le piagge del Sodo un luogo ove nel 1749 essendo stato a bella posta acceso il fuoco, il suolo pregno di Piligno si accese internamente esso pure, e per più di due anni durò di ardere con fumo, fiamma, e fetido odor di Bitume. I Paesani ci asserirono, che in altri tempi eran pur seguite simili accensioni, ma spontenee, e naturali.In quell'epoca la lignite veniva utilizzata per scaldarsi come è scritto nella relazione del Pecci della seconda metà del 1700, specialmente in quei poderi che erano ad una certa distanza dai boschi come Colle Tracerchi dove vi erano altri affioramenti di legno, sasso.Siamo nel Pliocene superiore-Pleistocene inferiore (Villafranchiano) pari a circa 1,5-3 milioni di anni fa; con il passare delle centinaia di migliaia di anni l'ambiente si è evoluto ulteriormente: i fondali marini più profondi sono diventati terraferma e l'acqua marina ritirandosi ha lasciato il posto ad un habitat di tipo lacustre-paludoso intorno al quale si è sviluppata una fauna terrestre di tipo molto diverso da quella che siamo abituati a vedere adesso intorno a Montefollonico. Ed è di questa nuova situazione che si è venuta a creare e dei ritrovamenti di fossili di vertebrati nei dintorni del Monte, che parlerò nel prossimo articolo.
Andrea Tonini
PARCO DELLA RIMEMBRANZA: CHE SIA LA VOLTA BUONA?
Dal 24 maggio 1915 al 4 novembre 1918 anche l’Italia ha partecipato alla Grande Guerra, poi divenuta Prima Guerra Mondiale con un cambio di etichetta che indica l’avvio di una serie sciagurata. In questo periodo abbiamo avuto 533mila morti, oltre mezzo milione di mutilati e invalidi, un milione di feriti. Tutte le città e i paesi italiani, anche i più piccoli, hanno avuto il “privilegio” di “versare” il loro contributo di morti, in gran maggioranza uomini giovani e inconsapevoli delle ragioni che li portavano al massacro. Pensate che cosa questo ha significato non solo per loro ma anche per i loro cari, i loro amiciAgli inizi del 1923, in un periodo in cui la retorica del sacrificio per la patria imperversava a prescindere da chi governasse, il sottosegretario alla Pubblica Istruzione decise che ogni comune doveva “impiantare” un Parco delle Rimembranze “in omaggio alla gloriosa memoria dei Caduti nell’ultima guerra di liberazione”. Il commissario prefettizio che amministrava il comune di Torrita, dispose che ne venissero realizzati due: uno per i caduti della “frazione di Torrita” e uno per i caduti della frazione di Montefollonico. Il nostro Parco delle Rimembranze, come li chiamarono inizialmente. venne inaugurato il 7 ottobre 23. E’ (sarebbe quasi meglio scrivere era) costituito da un doppio filare di cipressi che si allineano lungo la Via dei Frati, ai piedi dei quali vennero poste trentadue lapidi per ricordare gli altrettanti montanini caduti “sul campo dell’onore” o deceduti in ospedale. Morti i cui cognomi sono, per lo più, quelli di famiglie che ancora fanno parte della nostra comunità. Tutti sappiamo in quale stato il tempo, l’incuria e qualche vandalismo abbiano ridotto le poche lapidi rimaste, spaccate, staccate dalle basi, rovesciate. Ogni tanto qualcuno ha lamentato questo abbandono, inaccettabile quanto meno dal punto di vista estetico, oltre che sentimentale. Nel numero di Pasqua del 2001 (n.3) abbiamo pubblicato una lettera del Vescovo Monsignor Divo Zadi, nostro compaesano, nella quale anche lui auspicava che al parco della Rimembranza venisse dato un aspetto più decoroso e si dichiarava disponibile a contribuire se fosse stato necessario.L’amministrazione comunale non lo ha fatto ma, forse per spirito di giustizia, ha eretto nei giardini pubblici un monumento che ricorda i caduti di quella guerra mondiale e della seconda. Dal punto di vista simbolico può darsi che questa soluzione sia stata una buona cosa, però essa non cancella lo stato deplorevole in cui si trova il “fu” parco della Rimembranza”.L’Associazione Polisportiva Montanina ha pensato di riportarlo allo stato originale, facendo ricostruire le lapidi, ribasandole e ripiantando i cipressi tagliati perché ammalati. L’iniziativa ci sembra importante, sia per il decoro del paese, sia perché, passando di lì, venga fatto qualche volta di riflettere sui lutti e i dolori che ha provocato – provoca – la guerra. Una riflessione non inutile, che può essere scandita meglio dal susseguirsi delle lapidi che da un modesto cippo intorno al quale i bambini giocano a palla.Per poter realizzare il progetto, naturalmente, ci vogliono dei soldi. Non si tratta di una cifra enorme ma il Comune ha altre priorità di spesa nel suo bilancio, mentre le casse della Polisportiva non sono sufficienti a pagare tutto il lavoro, anche se una parte può essere fatta volontariamente da qualche socio, com’è avvenuto in altre occasioni. La Polisportiva penserebbe pertanto di chiedere il sostegno dei paesani – un’offerta libera -sperando che molti di loro siano favorevoli, sia per migliorare l’aspetto di una via tipica e frequentata perché porta al parco del Tondo, sia per ripristinare un simbolo che ha anche un valore storico ed “educativo”. Nell’attesa di passare all’eventuale realizzazione dell’idea (il Comune è d’accordo, il resto dipende da noi) ci farebbe piacere e sarebbe utile se chiunque abbia informazioni e fotografie sul parco della Rimembranza, sulla sua nascita, sulle cerimonie religiose e civili che vi sono state tenute, lo comunicasse a qualche redattore di Aria del Monte 2000 o a qualche socio della Polisportiva. Grazie!
Renzo Butazzi
IL PIU’ BEL PARCHEGGIO DEL MONDO!
Ogni volta che qualcuno viene a trovarmi da una grande città, italiana o di
un altro paese, mi sento molto orgoglioso di essermi trasferito a Montefollonico.
Infatti, sempre, dopo che gli ho fatto visitare per bene il paese, l’amico si
dichiara entusiasta per quello che ha visto e giura e spergiura che Montefollonico
non solo è un gradevole paesino, ma, soprattutto, è il più bel parcheggio per
automobili che abbia mai conosciuto. Non uno squallido piazzale, un arido silos
o un lugubre sotterraneo, dove le automobili si sentono ignorate e si rattristano
per la lontananza dei loro padroni. Per i miei amici in visita, il Monte è l’unico
parcheggio costituito da un vero paese medievale, con le sue casine e i suoi
negozi; il solo parcheggio che abbia addirittura una chiesa e
un palazzo pretorio affinchè - quando ne hanno bisogno - i veicoli possano
far manovra nello spazio antistante. Tutto è a misura d’automobile, dall’area
davanti al sagrato della chiesa - che può contenerne almeno quattro invogliandole
a riflessioni mistiche - alle strade strette quanto basta perché il movimento
di veicoli non sia impedito ma avvenga con una certa cautela, nel loro stesso
interesse. Le automobili in sosta si stringono affettuosamente e con gratitudine
accanto ai muri delle case, che le proteggono dai venti gelidi, dal sole rovente,
dagli acquazzoni più violenti.
Renzo ButazziL'ASILO...e la SCUOLASCUOLA DELL’INFANZIA
“MAGO BURLETTO”
Chi entra nell’edificio della scuola dell’infanzia “mago burletto” e’ accolto da un’atmosfera calda e serena. Gli ambienti sono ampi, ariosi ,pieni di calore e personalizzati dai lavori dei bambini. Grazie alle insegnanti che si prodigano con determinazione per la buona riuscita delle attivita’ scolastiche e grazie anche ai genitori (soprattutto le mamme, da buoni italiani!!) che affiancano le insegnanti come e quando possono, la scuola e’ un vero e proprio laboratorio d’idee non “in fieri”, ma effettivamente realizzate. Durante il mese di dicembre dello scorso anno c’e’ stata la giornata della “scuola aperta”, con una mostra di oggetti e lavori fatti da e per i bambini con l’aiuto interno delle maestre e quello esterno dei genitori: la giornatasi e’ conclusa con un mercatino che proponeva la vendita “ad offerta libera” dei lavori realizzati nei mesi precedenti. Purtroppo la partecipazione del paese e’ stata limitata nonostante che tale iniziativa fosse stata adeguatamente pubblicizzata. Sempre per natale i bambini hanno realizzato, con l’aiuto dei ragazzi della polisportiva, dei bigliettini augurali personalizzati che sono stati donati a tutte le famiglie di Montefollonico. Che dire,poi, dei canti natalizi? sono stati eseguiti in San Leonardo,davanti ad un pubblico di genitori ed amici, con i bambini che cantavano sia canti religiosi che profani vestiti tutti con il cappello di babbo natale!!!Sono stati bravissimi!!! Lo sono stati cosi’ tanto che sono andati a ripetere la loro “performance” anche a torrita, al teatro degli oscuri, (aderendo ad un’iniziativa della contrada “le fonti”) dove un pubblico attento, e finalmente numeroso, li ha applauditi con calore. Hanno superato la paura e l’imbarazzo, si sono buttati sul palco come dei veri professionisti e ……. li hanno stesi!!! A Natale e’ stato poi realizzata una recita intitolata”Natale in soffitta” applaudita ed apprezzata anche da qualche “collega” piu’ piccolo. Per carnevale i bambini ,le maestre ed i genitori hanno rallegrato le viesonnolente di montefollonico con canti, balli e lancio di coriandoli. In questo periodo e’ stata realizzata anche una drammatizzazione scritta dalle maestre che hanno lavorato sulle paure dei bambini, i quali hanno, cosi’, esorcizzato il timore dell’uomo nero, del bau-bau,ecc… A carnevale siamo entrati in ballo anche noi genitori. Su suggerimento delle maestre abbiamo deciso di ribaltere i ruoli:abbiamo recitato per i nostri figli facendo le prove in gran segreto e realizzando le scene in orari impossibili (due stoiche mamme arrivavano addirittura da torrita). Abbiamo messo in scena, riveduta e corretta, la fiaba di Perrault ”cappuccetto rosso “. E’ stata una bellissima esperienza perche’ abbiamo formato un gruppo affiatato e ci siamo messi in discussione accettando sia fischi che risate…ma l’importante e’ che siamo ritornati bambini con i nostri bambini. L’iniziativa e’ stata gradita da tutti, grandi e piccini, maestre e non, perche’ i bambini sono il nostro futuro, sono la linfa vitale del paese e vanno stimolati ed aiutati sempre e comunque.Aiutiamo noi aiutando loro.
Roberto Sabatini
Finalmente una buona notizia, bambini: anche per quest’anno l’asilo è salvo! Montefollonico ha rischiato una volta di più di perdere un importante centro di servizi, già le scuole sono state chiuse ci mancava pure che chiudessero l’asilo! I nati nel 2000, prossimi nuovi allievi della materna residenti a Montefollonico, non coprivano infatti il numero necessario alla costituzione della classe attualmente presente a Montefollonico. E così qualche tempo fa é stata indetta un’apposita riunione con i genitori dei nati nel 2000 residenti presso il comune di Torrita a cui hanno partecipato le maestre della materna di Montefollonico il Sindaco e il direttore dell’istituto comprensivo scolastico più alcune mamme di Torrita che hanno portato ad esempio la loro personale esperienza. La pubblicità che si e’ fatta nel corso di quella riunione al buon funzionamento della struttura dell’asilo di Montefollonico, insieme alla garanzia del servizio del pullmino assicurata dallo stesso sindaco, a quanto pare sarebbe servita a convincere alcune famiglie di Torrita a mandare i propri figli a Montefollonico, permettendo così all’asilo montanino di sopravvivere.
Sonia del Secco
Il
passato è davvero morto o si può rispolverare?
Vorrei richiamare l’attenzione dei Montanini su di
una situazione che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere: l’edificio scolastico
(o quello che ha rappresentato).
Succedeva
al bar del “poro” Parrini (2)
(La prima parte è stata pubblicata sul numero 7 del 2002)
S’è detto che al bar dopo il primo
pomeriggio la gente si diradava, ma quasi sempre si formavano un tavolo o due
di quelli che giocavano a soldi e intorno a loro un crocchio di spettatori.
Il Terziglio era il gioco più interessante da vedere; dopo la giocata seguivano
le discussioni, che a volte duravano più di quella, specie se c’era Lorento
Noci e gli altri erano Pilorre e il Dottore. Il Fè, quasi sempre della partita,
ne approfittava per accendere l’immancabile mozzicone di sigaro, impresa ardua
perché la fiamma del cerino, per paura di scottarsi e perché non la vedeva,
rimaneva distante qualche centimetro. Ma qualche volta ci riusciva e si spargevano
tra i presenti nuvolette di fumo pestilenziale. Lorento allora ne voleva una
in faccia e dopo qualche resistenza Ferruccio lo accontentava. Non era l’unica
stranezza del Noci: se il gioco andava male e se tra quelli che guardavano c’era
qualcuno considerato un menagramo, cominciava a fissarlo, poi si alzava e faceva
un giro su se stesso insieme alla sedia per scongiurare il malocchio. Se giocava
a Scala e i “trisse” non entravano era capace di scartare il Jolly.
Alfredo Machetti
Uscendo dalla Porta del Triano, passando vicino alla chiesa, s’incontra una strada lastricata, conosciuta come strada romana (meglio forse sarebbe dire medievale).Scendendo da questa strada e guardando attentamente in terra verso destra, si vede incisa una croce su una pietra. Si racconta che, quando Montefollonico era una roccaforte (nel 1200) un uomo a cavallo uscì dalla Porta del Triano con l’intenzione di tradire il Monte, rivelando al nemico la strada per assalirlo e vincerlo. Era buio, soffiava forte il vento, il cavaliere scendeva al galoppo lungo la strada lastricata ma il cavallo si fermò di colpo e disarcionò il cavaliere che cadde a terra, morì Sulla pietra dove cadde si formò una croce.Chi passa di lì e, inginocchiandosi, pone l’orecchio presso la croce, sente ancora il galoppo del cavallo che non volle tradire
Alma Treziani
NOTIZIE DALLA
POLISPORTIVA
RISULTATI DEL SONDAGGIO NATALIZIO
Riportiamo, in modo sintetico, i risultati dello spoglio dei questionari distribuiti
durante le festività natalizie. Vi ringraziamo per la collaborazione e la disponibilità
dimostrate, oltre che per gli ottimi suggerimenti che cercheremo di seguire
per quanto possibile.I questionari compilati e restituitici sono stati 60.Valutazione
delle attività organizzate:
|
ATTIVITA’ |
Insuff. |
Suff. |
Buono |
Ottimo |
Astenuti |
|
Campionato
maschile di calcio |
0 |
10 |
18 |
2 |
30 |
|
Campionato
femminile di calcetto |
2 |
4 |
12 |
8 |
34 |
|
Aria
del Monte 2000 |
2 |
5 |
30 |
8 |
15 |
|
Gita
acquario di Genova |
2 |
6 |
8 |
10 |
34 |
|
Torneo
estivo di calcetto |
1 |
0 |
20 |
13 |
26 |
|
Campo
polivalente |
1 |
1 |
17 |
22 |
19 |
|
Bar
Festa dell’Unità |
2 |
6 |
25 |
13 |
14 |
|
Cena
al campo sportivo |
1 |
7 |
19 |
15 |
18 |
|
Cena
al Tondo |
0 |
9 |
18 |
15 |
18 |
|
Lotteria |
2 |
12 |
20 |
9 |
43 |
|
Manutenzione
del Tondo |
1 |
9 |
13 |
21 |
16 |
SI 30
IN
PARTE 23
ASTENUTI
1
Giochi
estivi
Corsi
di vario genere
Attività
ricreative da organizzare in occasione delle festività
Proiezioni
di film
Concerti
Informazioni
sulle attività culturali nella zona
Attività
artistiche
Attività
di beneficenza
Gite
organizzate e merende
Commedie
Attività
per bambini
Promozione
d’incontri con le istituzioni locali
Intensificazione
dei rapporti con il Centro Culturale
NO 29
SI 22
MEDIA:
8
ATTIVITA’ RICREATIVE
Venerdì 7 marzo, incontro tra
i genitori dei bambini dell’asilo e la Polisportiva per l’organizzazione di
attività ricreative estive per bambini: disegno, musica, giochi, sport, ecc.
Alla fine dell’anno scolastico verrà definito un programma più concreto.
TESSERAMENTO 2003
Nel mese di aprile,
l’Associazione Polisportiva Montanina ha aperto la campagna di tesseramento per
l’anno 2003.
Il costo della tessera è
come l’anno scorso di 5,00 euro e come l’anno scorso lo status di socio darà
non pochi vantaggi: sconti nelle gite, riduzioni alle merende o cene e, da
quest’anno, la possibilità di accedere gratuitamente alle proiezioni
organizzate dalla Polisportiva.
E’ dunque vero che “con così
poco si po’ godere tanto”, ma ciò che è importante non è il guadagno ricavato
nell’esser socio, bensì il sostegno morale dato a tutti quelli che credono
fortemente nell’Associazione e nell’associazionismo: quindi, se non vi troviamo
noi per tesserarvi, cercateci! Pensate che, tanto, con o senza cinque euro
“siamo sempre i soliti poveri”, mentre per noi è importantissimo sapere che una
persona in più ci sostiene e crede in noi….Poi, comunque, ‘sti soldi a noi ci fanno comodo!!!!!!
Dopo lo stupendo risultato
dell’anno scorso, con 127 iscritti, contiamo quest’anno di superarci: il
tesseramento verrà fatto casa per casa per coloro che sono già possessori della
tessera; inoltre metteremo un “banchetto” nei giorni di Pasqua al Bar per
“accalappiare” nuovi montanini.
Grazie di cuore a tutti!
BILANCIO 2002
Giovedì 27 febbraio si è tenuta l’assemblea dei soci della
Polisportiva. Pochi i presenti al Palazzo Pretorio, ad ascoltare e votare il
resoconto economico dell’anno 2002. Abbiamo esposto l’intero bilancio dell’anno
passato e letto la relazione che, dettagliatamente, spiega le fonti d’entrata e
quelle di uscita. Le maggiori entrate provengono dal Comune al quale siamo
legati da una convenzione per la gestione dell’Area sportiva; le altre entrate
provengono da sponsorizzazioni di privati, dal giornalino, dal tesseramento e
dall’uso del Campo polivalente. Le uscite riguardano soprattutto la
manutenzione del campo sportivo e di quello Polivalente, le iscrizioni delle
due squadre della Montanina ai vari campionati e le varie attività che
organizziamo. Qualsiasi socio che volesse leggere la Relazione ed il Bilancio
2002 può chiedercelo in qualsiasi momento.
Dopo la votazione, all’unanimità, dei documenti economici, siamo passati
ad esporre le attività di cui la Polisportiva si farà promotrice nei prossimi
mesi e soprattutto si sono discussi i problemi legati alla gestione e alla
ricerca di un custode per il Campo polivalente.
LA FONTE DEL BIGHI
Nel mese di marzo abbiamo iniziato un progetto che
da anni coltiviamo ma che per un impegno o l’altro non siamo mai riusciti
a realizzare: sistemare e ripristinare la Fonte del Bighi. Innanzitutto cercherò
di spiegare brevemente cos’è e come funziona la Fonte: la Fonte del Bighi
per secoli, assieme al “pisciolo dell’Abbadia”, è stata l’unica fonte di acqua
potabile degli abitanti del Monte. E’ alimentata da una vena che si pensa
si trovi sotto il Pelago (il Pelago era, anticamente, un laghetto situato
tra la Fratta ed il Convento di S. Gismondo). Da qui è incanalata in una tubatura
di coccio che porta l’acqua a due pozzi di rischiaramento (o decantazione,
dove il limo e i detriti restano sul fondo) e infine alla Fonte. Durante la
Prima Guerra Mondiale, per immagazzinare più acqua, fu costruita una gigantesca
cisterna poco sopra alla Fonte, larga circa quattro metri, lunga otto ed alta
tre, il soffitto, a volta, è sostenuto da due archi mentre le pareti sono
scialbate fino a quasi due metri, livello massimo di capienza (ma ormai è
da anni vuota). Vi si accede solo da un apertura circolare situata sul soffitto
della cisterna, completamente interrata e, per fortuna, di difficile localizzazione. L’arrivo dell’acqua del “Vivo” e la conseguente
incuria, sommata al calcare presente in grosse quantità nell’acqua (che probabilmente
ha otturato le condutture), ai movimenti del terreno, a quello delle radici
delle piante, hanno fatto sì che la Fonte, oggi, sia alimentata solo da un
filino d’acqua. Gli interventi che intendiamo fare sono di piccola manutenzione,
come quello di aggiustare il pozzo di rischiaramento dell’acqua e risistemare
le quattro pietre che ne formano il coperchio (lavoro compiuto pochi giorni
fa), rintracciare e stasare, se necessario, la tubatura, ristuccare la Fonte
ed il vascone adiacente cercando di ripienarlo. E’ un’impresa quasi… “faraonica”
che necessiterà di tempo, fatica e soldi e dovrà sicuramente essere appoggiata
dall’ impegno e dall’attenzione delle autorità competenti, come il Comune
e la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Siena ! Noi ce la stiamo
mettendo tutta e se qualcuno ci volesse aiutare….
IL TONDO
Finalmente completati i lavori di realizzazione e segnalazione del viottolo del Parco “il Tondo”. La passeggiata, lunga circa 2 km, parte dal Tondo, scende alla Fonte del Bighi, passa sotto il Cimitero, ripercorre la vecchia strada “carraia” della Fratta e ritorna al Tondo. Il percorso in parte era esistente, in parte è stato creato per il taglio del bosco e in parte lo abbiamo fatto noi della Polisportiva. E’ segnalato in tutto da 15 frecce direzionali di legno e integrato da cartelli descrittivi di piante, luoghi e monumenti; come se non bastasse comprende anche un punto dal quale si ha uno scorcio panoramico sulla Val d’Orcia, con una panca per godersi dei tramonti incredibili. Il percorso è piacevole e rilassante ma non vi aspettate una strada di pianura: alcuni tratti sono ripidi, altri scoscesi o sassosi; affrontatelo quindi di conseguenza…ma vi giuro che ne vale la pena….Se siete silenziosi potete avvistare caprioli, cinghiali, puane, ecc.
Secondo noi era importante creare questo sentiero, per insegnare ai bambini o ai turisti o semplicemente per ricordarlo a noi stessi il rispetto della natura, del nostro territorio e della nostra storia.
Tutto questo è stato realizzato con il benestare del Comune e della famiglia Noli, proprietaria di una parte del bosco, ma con il lavoro e l’impegno della Polisportiva e con i soldi provenienti dalle cene, dalla lotteria, dal tesseramento, dal Giornalino ecc.
L’inaugurazione è fissata per il diciotto maggio; la passeggiata inaugurale
tra i boschi del Parco con i bambini dell’asilo, le autorità comunali e tanti
montanini, si concluderà con una merenda, ovviamente al Tondo.
CINEMA IN SEDE
In aprile la Polisportiva ha
dato il via a un programma di rassegne cinematografiche a tema. I film verranno
proiettati tutti i giovedì alle nove e un quarto della sera presso la sede
provvisoria della Montanina al Palazzo Pretorio; ogni mese I consiglieri porteranno, casa per casa, il
programma mensile con le recensioni e
gli orari. Il tema del mese di Aprile sarà “New York” con il film di apertura
“Taxi driver”. Una domenica al mese ci sarà anche uno spazio per i bambini con
proiezioni di cartoni animati nel pomeriggio intorno alle quattro.
Tutto ciò è stato possibile grazie a Lucio e
Giuseppina Tridente che, gentilmente, ci hanno messo a disposizione un
video-proiettore. L’ingresso, riservato ai soci, è gratuito e nella sala sarà
severamente vietato fumare. …..buona visione !
Leonardo Trombetti
L’UNO E
I SETTE DEL CENTRO CULTURALE
A
seguito dell’assemblea generale svoltasi
il 29marzo 2003 aperta a tutti i cittadini di Montefollonico è stato
riscontrato lo scarso interesse nei confronti di quest’Associazione.
Il
tema dell’incontro era la presentazione del programma delle attività per il
2003 con eventuali modifiche che potevano scaturire da consigli e indicazioni
dei presenti.
Considerato
che oltre a sette membri del consiglio era presente una sola persona, nascono
spontanee le domande:
Interessa l’esistenza del Centro Culturale?
Tutti i vecchi soci del Centro Culturale dove sono finiti?
Le attività svolte fin ora sono state così poco interessanti da non volerle
migliorare?
Il
Centro Culturale nonostante lo scoraggiante risultato dell’assemblea si impegnerà
a portare avanti il programma stabilito e, con la speranza che questo messaggio
sensibilizzi la popolazione, organizzerà un’altra assemblea generale in data da
stabilire.
VI
ASPETTIAMO?!!
Il Consiglio
Ma…………………….
il Centro Culturale?
Mi hanno chiesto perché in questi ultimi mesi non ci
sono state manifestazioni da parte del Centro Culturale e di scrivere qualche
riga per dare una spiegazione a tutti voi.
Voglio precisare subito che io sono un consigliere e
che posso darvi solo delle idee personali, che mi sono fatta in questo periodo
di silenzio; sottolineo che sono delle supposizioni perché un vero motivo o una
vera spiegazione ancora oggi non li ho. Chissà se questo articolo potrà servire
come stimolo per il nostro Presidente a dare una risposta più precisa a me e a
tutti voi; magari utilizzando come mezzo di comunicazione ancora ARIA DEL MONTE
2000.
Ho accettato di scrivere l’articolo: per sapere cosa
faremo nei prossimi mesi, e se vogliamo continuare, oppure preferiremmo cedere
il passo a qualcun altro, che magari potrebbe dedicare più tempo al Centro
Culturale.
Purtroppo uno dei motivi per cui non si è svolta
alcuna manifestazione sono state le condizioni climatiche della scorsa estate.
Ebbene sì, il tempo meteorologico non ci ha voluto molto bene. Avevamo
programmato la ‘CENA IN PIAZZA,’ per il mese d’agosto, ma l’iniziativa non ha
avuto abbastanza partecipanti perché parecchie persone tendevano ad aspettare
gli ultimi giorni per iscriversi. Visto che a partire dal mese di luglio tutti
i giorni il “Signor Cielo”, se così si può chiamare, puntualmente faceva le sue
lagrimuccie di una mezz’oretta.
Sempre per lo stesso mese avevamo progettato, con il
Dottor Massai e la sua “band”, un concerto in piazza; avevamo anche richiesto e
ottenuto tutti i permessi necessari da parte del Comune, ma ci eravamo
dimenticati di chiedere quello più importante, che non esige alcuna domanda
scritta in carta bollata, visto che chi doveva concederlo non era il Sindaco ma
era, per la seconda volta, il Signor Cielo.
Proprio così: il Signor Cielo è riuscito per ben due
volte a distruggere quel poco che avevamo organizzato per la scorsa estate.
Inoltre avevamo pianificato poco anche perché avevamo tenuto presente che certe
attività erano svolte dalle altre associazioni del paese.
Un secondo motivo dell’inattività del Centro è forse
attribuibile al Presidente; senza volerlo accusare di niente rimane il fatto
che, molto probabilmente per motivi suoi, per impegni di lavoro ed altro, non
ha mai indetto una riunione, neppure per le feste del Natale. Come avete potuto
vedere, nel 2002 Babbo Natale, a differenza degli anni precedenti, non si è
visto. Questo mancato arrivo è dovuto al fatto che non c’è stata alcuna
riunione del Centro per organizzare la sua visita in paese. Anche se due
consiglieri (dei quali non faccio il nome) avevano fatto presente al Presidente
che alcuni cittadini l’avevano richiesta. Voi mi chiederete, ma quei due
consiglieri non potevano organizzare loro la visita di Babbo Natale? La
risposta è molto semplice: sì, avrebbero potuto farlo se magari non avessero
avuto impegni di lavoro fino a tardi, anche il giorno della vigilia.
Ecco qua le motivazioni che mi sembrano le più
plausibili, e che ho voluto riportare su queste pagine nella speranza, che
nessuno polemizzi e che nessuno se la prenda a male. L’obbiettivo che vorrei
raggiungere con questo articolo, infatti, è solo quello di riavviare una
macchina ferma dalla scorsa estate e che non riesce a ripartire; essa deve
rimettersi in movimento con lo stesso motore o con un nuovo motore, visto che
la carrozzeria è ancora nuova.
Marianna Canestrelli
Non ci crederete ma l’articolo ha avuto la sua
efficacia ancor prima che venisse pubblicato!!
Infatti l’ho consegnato alla redazione di ARIA DEL
MONTE 2000 l’11 marzo e pochi giorni dopo il Presidente ha convocato la
riunione!
È forse grazie all’articolo che si è avuta
l’assemblea?! Dato che il Presidente, appena mi ha visto, ha detto “Marianna
adesso devi rifare l’articolo!” Ma non potevo stracciare tutto il mio lavoro!
Quindi l’ho lasciato così com’era, decidendo di cogliere la palla al balzo per
comunicarvi le attività pensate per l’anno 2003 e proposte in assemblea.
Sottolineo che per ora si tratta solo di proposte e che dobbiamo ancora decidere
le date e accordarci con le varie persone.
Per quanto riguarda le attività Culturali abbiamo
pensato, come primo punto di riaprire la Biblioteca, e come secondo punto di
avere alcuni incontri con Dott. Massimo Marchino (psicologo); con il Dott. Gippichini
(cardiologo); con Grazietta Butazzi (per Storia della Moda); con gli studenti
di architettura di Firenze per illustrarci il loro piano economico ed edilizio
in riferimento a Montefollonico; e con la Pubblica Assistenza di Torrita.
Mentre per le attività di svago vogliamo organizzare “SE IL CIELO CE LA MANDA
BUONA”: una gita, cene o merende, passeggiate, lo spettacolo teatrale in piazza
con il Mosconi e il ballo, sempre in piazza, con il Massai.
Marianna Canestrelli
di Edward Bunker
Crudo
ai limiti della brutalità, l'ultimo libro di Edward Bunker (il secondo pubblicato
in Italia) è una continua suspence dalla prima all'ultima pagina: dialoghi
fulminei, costruiti con il linguaggio della strada e al tempo stesso con un’impalcatura
più letteraria rispetto alla media del genere. Una volta lette le prime righe
si entra come in uno stato febbrile perchè si capisce subito che quello che
si sta leggendo è realismo puro e non immaginazione letteraria, ed è impossibile
mollare il libro.
Bunker non inventa, scrive
i libri sulla propria pelle, durissimi, come dura è stata gran parte della
sua vita passata nelle allucinanti carceri americane. Mc Cain, detto Mad Dog
(Cane Pazzo) è un individuo completamente perso: si droga continuamente, è
sempre in fibrillazione e non ci mette niente a tirar fuori il coltello e
uccidere chiunque. Perfino la sua donna, come accade all'inizio del libro,
quando lei non vuole dargli le chiavi della sua macchina.
Gianfranco Rossi
[E.Bunker, Cane mangia cane, Einaudi € 8,50]
Francescone, una volta, durante una partita della Nazionale (di calcio) disse: "Per forza si perde! Hanno fatto uscì' due italiani, e chi hanno fatto entrà' ? Altri due italiani!!".
Cragnotti è il finanziere…
Moratti .è il petroliere…
Berlusconi il cavaliere…
Daniele Fè è il tesoriere.
Come le grandi squadre di serie
A sono legate a importanti personaggi anche la Montanina Femminile ha trovato
nel famoso imprenditore toscano il suo magnate. Nato e cresciuto a
Montefollonico, piccolo paese ridente della provincia di Siena, finiti gli
studi si trasferisce a Firenze dove inizia a lavorare come perito elettrotecnico.
…non il
finanziere
…non il petroliere
…non il cavaliere
…ma il tesoriere…UN TESORO DI TESORIERE.
Cristina Fabricotti
Per la stagione 2003/04, la Federcalcio italiana ha
varato una novità storica: ha dato la possibilità, tramite sorteggio, di far
partecipare una squadra dilettante al massimo campionato italiano, quello
di serie A. Questo per superare le difficoltà finanziarie di alcune società
che non possono iscriversi e per dare nuovi interessi ai tifosi.
Raffaele Falconi
(Conte d’Orbigliano)
RESTAURI E "GIALLONI" A MONTEFOLLONICO
Negli ultimi, diciamo, venti anni a Montefollonico ci sono stati
innumerevoli restauri, o tentativi di restauro, che si sono realizzati e si
stanno tuttora realizzando sia all'interno del centro storico che nelle campagne
circostanti.
Andrea Tonini
Caro giornalino,
sono via dal Monte da circa trent’anni e fra qualche
tempo ci tornerò a vivere. Confesso che mi ha, per cosi’ dire, tenuto in vita
il pensiero che il Monte c’era, mi aspettava: le sue mura, il suo verde, il
suo cielo stellato, la sua gente che a me sembra di non aver mai lasciato.
Un caro saluto a tutti e un
grosso abbraccio.
Giuse (Giuseppina Mangiavacchi)
Proprietario
Associazione Polisportiva Montanina via del Pianello, 8 - 53040 Montefollonico
(SI)
Direttore
Responsabile
Renzo Butazzi
Redazione
Raffaele Falconi, Cristina Fabricotti, Sara Natalini, Alessio Capitoni, Leonardo
Trombetti, Daniele Fè, Gianfranco Rossi, Silvia Elmi, Sofia Canapini.
Collaboratori
Andrea Tonini, Elena Trombetti, Sonia del Secco, Alfredo Machetti, Barbara Riccarelli,
Roberto Sabatini, Alma Terziani, Marianna Canestrelli, Daniele Giomarelli, Giuseppina
Mangiavacchi, Il Centro Culturale.
Copertina
Silvia Capitoni
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